Archivio | giugno 2013

Polentina alla Romana

DSC_1260Dopo aver fatto gli gnocchi alla romana (la ricetta la trovate cliccando qui) avevo avanzato un pò di ritagli che ho messo in frigo avvolti nella pellicola.

Il giorno dopo ho preso una padellina con un pò di burro e salvia, quando il burro si è sciolto ho aggiunto i ritagli avanzati spezzettati con le mani e girato dolcemente fino a quando si è formata una polentina, l’ho messa nel piatto e l’ho spolverizzata con i semi di papavero. E’ un sapore veramente molto particolare ed insolito, a me è piaciuta, provate e se vi capita poi mi dite.

N.B. questa ricetta, completamente inventata da me, la metto naturalmente nella sezione Avanzi.

Cliccando qui trovare altre foto di questa polentina.

Ciao Mammma G.

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Gnocchi alla Romana

DSC_2253Non me ne vogliano i romani, ma a casa mia sono sempre stati fatti così, immagino che anche nelle famiglie romane ci siano delle varianti. Comunque sono buonissimi ed io li faccio abbastanza spesso.

INGREDIENTI:

– 250 gr. di semolino
– 800 ml. di latte
– 1 cucchiano di sale
– una noce di burro
– 1 etto di gruviera o altro formaggio gratugiato
– 1 etto di parmigiano gratugiato
– 1 tuorlo
– noce moscata

PREPARAZIONE: Far bollire il latte col sale, il burro e la noce moscata, unire il semolino a pioggia mescolando con una frusta e far cuocere per circa 20 minuti mescolando con un cucchiaio di legno, non preoccupatevi se vi sembra troppo solido, poi aggiungendo gli altri ingredienti si ammorbidisce. Spegnere ed aggiungere il tuorlo ed il gruviera, mescolando energicamente per non far cuocere l’uovo tutto in un posto. Stendere l’impasto (dipende dalla superficie che avete a disposizione, può essere: un tavolo di marmo, una teglia unta d’olio, una superficie ricoperta di carta d’alluminio unta d’olio…) aiutandovi con una spatola con uno spessore regolare di circa 1/2 centimetro, lasciar raffreddare e poi, servendosi di un coppapasta o di un bicchierino o di una tazzina all’incirca di 5-6 centimetri di diametro, tagliare i dischi e porli in una teglia passata con un pò di burro. Adagiare i dischi leggermente sovrapposti l’uno all’altro. I ritagli avanzati possono essere rimpastati e formare un’altra spianata ed altri gnocchi, se non ne avete voglia potete riprenderli formando una palla, rivestirla di pellicola e riporla in frigo, poi vi darò una ricetta per non buttarli nella sezione Avanzi.
Intanto accendere il forno a 180°, spolverizzare a piacere con il grana e qualche fiocchetto di burro. Mettere in forno per 20/30 minuti, fino a quando non si è formata una bella crosticina sulla superficie. Se vi piacciono più croccanti, accendere il grill e controllare fino al punto di doratura desiderato.

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Spaghetti alla “NORMINA”

DSC_1808Si, Spaghetti alla Normina e non come quelli classici alla Norma, li ho chiamati così perchè i siciliani potrebbero insorgere, ma vi dico subito che volutamente li ho fatti un pò diversi. Intanto ho usato una melanzana di quelle tonde violette, poi i passaggi sono un pò diversi, ma vi anticipo che avendone fatti in abbondanza, li ho riciclati in un bel pasticcio al forno. Ma ora veniamo alla mia ricetta…

INGREDIENTI:

– 500 gr. di spaghetti al kamut
– 1 melanzana
– 500 gr. di passata di pomodoro
– ricotta salata al forno gratuggiata
– olio di arachidi
– olio, sale, pepe q.b.

PREPARAZIONE: Ho sbucciato la melanzana e l’ho tagliata a cubetti – lasciando qualche fettina intera per la decorazione – e le ho messe a friggere in olio di arachidi, fino a quando sono diventate dorate, nel frattempo ho fatto cuocere un pò la passata di pomodoro con un goccio d’olio. Quando la melanzana era pronta l’ho messa a scolare su carta assorbente e l’ho salata, poi l’ho aggiunta nella passata di pomodoro. Ho scolato la pasta e l’ho condita con il sugo, ho messo delle fettine intere per decorare e una bella grattugiata di ricotta salata al forno.

N.B. Con questo tipo di melanzana non c’è bisogno di metterle sotto sale perchè sono abbastanza dolci, a me piacciono molto. Chiedo scusa ai siciliani, ma vi assicuro che anche questa è buona.

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